#readallthenewsletter #challenge
Leggi su Substack ↗ ↗Esiste qualcuno negli ultimi duecento e passa anni che non sia mai stato influenzato anche minimamente da una moda, un trend o un'abitudine comune?
Non credo proprio. Sono ovunque, non è possibile ignorarle. Non credete? Allora vi faccio un esempio. Ieri sera avete postato un meme divertentissimo su instagram? Siete parte di un trend mondiale, anche se postate la barra di metallo che fa DDDDSHRFSDHHNSH.
Ma anche lo stesso social è un fenomeno di massa. A proposito, quanti nel mondo hanno partecipato all'ice bucket challenge? Non si scappa! A scuola i ragazzini più rispettati sono quelli col telefono più nuovo, con i vestiti da urlo o comunque chi surfa più in alto nell'ultima moda.
Il nostro intento di oggi è quello di rispolverarvi un po’ la memoria e ricordarvi di quanto siano incredibilmente specifici e spassosi alcuni prodotti e modi di fare che ormai ci ossessionano o ci ossessionavano quando eravamo più giovanotti.
‘Borsa porta caramelle’ di Giulia Buratti
‘10 MODE PASSATE CHE MI SALVERANNO LA VITA‘ di Martino Petrella
Sono lontano. Da qui non mi riesco a vedere bene. Di quello che ho fatto per allontanarmi non ho un ricordo molto chiaro. Non riesco neppure a vedere di che colore sono i miei calzini, e forse nemmeno ce li ho i calzini. Fa caldo e in questi momenti la calza è di troppo, occorre il sandalo. I piedi devono stare al fresco altrimenti puzzeranno. Anche se da qui non sentirei comunque l'odore, sono troppo lontano, ma è una questione di principio.
Il principio me lo ricordo però. Ero a scuola e non sapevo come si facevano le divisioni in colonna (non lo so neanche adesso) e per questo motivo ero allarmato. Non lo dissi a nessuno perché credevo di avere intorno degli assoluti luminari che mai avrebbero potuto tollerare un individuo di cotanta ignoranza e pochezza. Probabilmente erano anche loro dei totali incapaci ma chi può dirlo. Mi sentivo molto spaventato e decisi di ricorrere alla vigliaccheria (9, vedi lista) e fingere un malore, facendomi riportare in salvo a casa da mia madre. Da quel giorno non tornai più a scuola. Mi continuavo a inventare scuse finché mia madre mi disse "fai un po' come vuoi" e allora lo feci. Iniziai a occupare il tempo andando in giro per la città, ogni volta cercando angoli nuovi. L'unico posto ricorrente era la scuola stessa, dove andavo per guardare da fuori i miei ex compagni e mandare loro dei messaggi in codice che loro neanche capivano. Col senno di poi forse un giorno sarei potuto anche ritornarci a scuola, dentro. Ma non volevo tornare indietro sui miei passi.
Forse è stato proprio lo sfornare sempre nuovi passi a farmi allontanare così tanto. Ero così ossessionato dal non tornare indietro che sono caduto vittima del mio stesso movimento. Ho superato la linea gialla e ora chissà sotto quale treno sono finito. Il treno lo vedo ma da qui non riesco a leggere la destinazione. Non capisco nemmeno che modello di treno sia, non ne ho mai visto uno così. Mi sto proprio perdendo pezzo per pezzo il mondo che ho intorno. Dopotutto non ci ho mai fatto così tanto caso ai dettagli del mondo, alle particolarità del Presente mentre lo vivevo. Né tantomeno agli altri, non sono mai stato interessato (o capace) a comprendere le persone, le loro manie, i loro rituali.
Forse la chiave per riavvicinarmi è raccogliere e comprendere ciò che da sempre avvicina e unifica la gente. Ciò che mette in ordine lo sciame sparpagliato di disperati nel quale ahimé dovrò tornare anch'io, perché meglio mal avvicinati che lontani. E cosa meglio delle mode per incapsulare la collettività che si muove all'unisono? Io non le ho mai seguite ma ora le cose cambiano, devo salvarmi, devo studiarle e trovare un modo per mettere in colonna la divisione tra me e il mondo.
APPENDICE
Pazzesco ragazzi! Non so che dire. Non credevo esistessero così tante mode susseguitesi nel tempo. Ho fatto una selezione delle mie preferite. Le scrivo qui sotto nel caso voleste avvicinarvi anche voi.
1. LA GAMBA LUNGA Negli anni novanta dell'ottocento avere una gamba più lunga dell'altra era all'ultimo grido. Molti se erano in grado se la facevano allungare artificialmente per essere al passo coi tempi.
2. LA GAMBA CORTA Al contrario, nel primo decennio del novecento la tendenza si è invertita. Più corta era la gamba più in alto nella scala sociale si piazzava il suo proprietario. Tutti quelli che avevano allungato la gamba ora la accorciavano, in una frenesia che alcuni sostengono possa aver provocato lo scoppio del primo conflitto mondiale.
3. IL SENZATETTO Contrariamente a quanto si possa credere molti barboni non lo sono per caso ma per moda. Non è ancora chiaro chi abbia dato inizio a questa inusuale tendenza né il numero preciso di "finti" clochard.
4. LA ZOZZERIA Per molti anni (e decenni) era usuale soprattutto negli Stati Uniti lasciare fuori dalla porta di casa mutande sporche per comunicare al prossimo un senso di rilassatezza, informalità o come dicono negli states di "easy-goingness". Ora questa tendenza è sparita e in alcuni stati esistono leggi federali che ne vietano la pratica.
5. LA DOPPIA MANICA Anche se per poco tempo, più precisamente tra il 1989 e il 1990, in Chile prolifera la moda di cucire due maniche in più su giacche e camicie. Non è chiara l'origine di questo fenomeno secondo alcuni è riconducibile al Canale della Manica, che potrebbe avere suscitato un certo fascino (anche se non si sa quale) sul popolo chileno.
6. L'OMERTÀ Si diffonde un po' ovunque nel 1994. Viene considerato cool tacere su aspetti personali minori o fondamentali della propria vita o delle proprie attività, sulla scia di simpatie verso mafiosi dei film. Nel giro di poco tempo in certi contesti socio culturali diventa molto difficile conversare o comunicare col prossimo.
7. SPARARLA GROSSA Moda esistente dall'alba del genere umano della quale ad oggi non si sembra vedere la fine.
8. IL CAPPELLO DA LAMPADA Tendenza in voga negli anni '80 negli ambienti più borghesi. Per dare un tono distinto all'arredamento di casa era diffuso il corredare di cappelli eleganti le lampade da interno. Il fenomeno è sfumato rapidamente dopo che varie case hanno incominciato a prendere fuoco.
9. (vedi testo).
10. LE LISTE Attività sempre in voga che aiuta gli esseri umani a sentirsi più ordinati e assorbire più facilmente informazioni di ogni tipo.
‘Elogio alla tuta’ di Tommaso Tartaglino
‘Ode a un elettrodomestico‘ di Andrea Farris
Sin da quando ho avuto un solo infimo barlume di coscienza di me stesso e del mondo che mi circonda, conservo la memoria di aver desiderato qualcosa.
Credo si tratti di un’esperienza comune, la radice di una sfumatura dell’essenza umana.
Sin da quando nasciamo veniamo mossi dal desiderio: che sia la fame del bambino in fasce che piange per comunicarlo alla mamma, che sia la struggente ricerca di un amore corrisposto di un adolescente, che sia il più materialistico volere qualche centimetro di minchia in più del maschio bianco etero medio, tutti siamo vittime di quella che sembra essere più una maledizione che altro, nonché una condizione necessaria per poter vivere.
E siccome pare che questo principio sia una condizione indissolubile dal nostro essere, anch’io, battendo la colpa sul mio petto, confesso di aver bramato una quantità imbarazzante delle peggio stronzate; e nonostante si trattasse di stronzate, molte di queste le abbiamo desiderate un po’ tutti, per moda o per altro.
Ecco una breve lista per fare qualche esempio: l’elicottero di SpiderMan, mangiare la succulenta e gommosa pasta delle Crystal Ball, la morte di mia nonna, L’Allegro Chirurgo (nessuna correlazione tra le precedenti due), la sabbia magica, bere un litro e mezzo di Pepsi Twist, le MicroMachines dei Carabinieri (ho rivalutato poi col tempo questa scelta), il Trinketto gusto diabete tipo 2, spingere mio cuginetto mentre sgambetta decisamente un po’ troppo spensierato ed allegro vicino al ciglio di uno strapiombo di 20 metri (non mi sta antipatico ma per 5 secondi ho pensato che sarebbe stato divertente); molte di queste cose, in alcuni casi purtroppo ed in altri per fortuna, non le ho mai ricevute o fatte, ed ancora ne conservo un rimasuglio di quella che una volta era stata vera e propria smania.
In ogni caso, le cose che ho desiderato e che, a differenza di quelle sopra elencate ho ricevuto e/o fatto, spesso mi hanno deluso.
Ad essere completamente onesto, anche molte di quelle fantasie che si sono realizzate e di cui sono contento, non mi hanno mai soddisfatto tanto quanto le cose che mi sono arrivate per mero operato del caso: eccole un giorno arrivare in tutta la loro bellezza, senza averle desiderate neanche un momento.
Tutto questo inutile spiegone condito di filosofia spicciola mi serviva solo per giungere al punto della questione, ovvero l’oggetto che più di tutti si è conquistato un posto nel mio cuore.
Quando abitavo ancora a casa dei miei genitori spesso mi capitava di aiutarli nelle pulizie domestiche.
Un giorno, non mi ricordo precisamente di che anno, mi trovavo come tante altre volte a spazzare il pavimento; poi, arrivò uno di quei momenti che ci accomunano come specie: spingere il sudiciume con la scopa in modo che entri tutto nella paletta.
Un’operazione tanto semplice nella sua concezione tanto quanto difficile nella sua pratica, capace di creare una frustrazione ed un viscerale sentimento di inettitudine alla vita senza eguali.
In preda ad una febbrile stizza giravo intorno a quel misero cumulo di polvere esplorando i punti cardinali della stanza e maledicendo il nome di quella ignota divinità che mi aveva a sdegno, quando mi si avvicinò mio padre.
Senza dire niente, si chinò e tese il braccio nel quale teneva uno sconosciuto marchingegno; spinse un pulsante.
La polvere non c’era più.
Rimasi folgorato da quella che si presentava ad essere la soluzione ai miei problemi: un aspirabriciole.
Arrivò un giorno, senza preavviso, e mi liberò per sempre da quella maledizione
Ma il bello non si limita a questo.
Divenne un mio fedele alleato nella lotta contro la polvere e le briciole e, più tempo passavo con lui, più mi rendevo conto delle sue straordinarie capacità.
Tra i cuscini del divano o negli angoli più remoti delle stanze, egli si muoveva sinuoso come un compagno instancabile che si fa strada anche negli spazi più angusti per ripulire l'ambiente che amiamo.
Non era solo capace di pulire ogni angolo più impervio ed irraggiungibile, rendendolo già più prestante rispetto ai più classici aspirapolvere, ma era capace di superare i suoi avi in una maniera a dir poco beffarda: egli era capace di pulire gli utensili per pulire.
Avete presente quando sulla vostra amata scopa si forma un coacervo di capelli, polvere e detriti vari che manca poco che prenda coscienza?
E che rende impossibile l’unico compito per cui fu concepito il vostro adorato arnese (a meno che non siate la mia già citata nonna, che trovava tante altre maniere di adoperarlo), portandolo allo stesso grado di utilità di pulire uno specchio con la merda?
Ecco, normalmente dovreste far ricorso alle vostre peccaminose manine, che fanno cose ben più disgustose, ma che non vogliono toccare quell’agglomerato di lordume.
Nessun problema: il vostro fido elettrodomestico è là, a sporcarsi le mani per voi ed eseguendo il lavoro meglio di quanto mai potreste fare.
Per dirne un’altra: anche voi siete delle goffe teste di cazzo come il sottoscritto?
Avete continuamente un senso di dispercezione dello spazio e della profondità?
Non riuscite a tenere il vostro culone lontano da posacenere, bicchieri d’acqua, brocche e qualunque cosa sia soggetta alla forza di gravità?
Bene! Il vostro ormai migliore amico è capace anche di aspirare i liquidi!
Addio preoccupazioni! Addio pavimenti e superfici bagnate! Addio istinti suicidi sopiti triggerati dal minimo evento irrilevante che gioca a vostro sfavore! Sarete degli esseri umani (quasi) funzionali grazie al vostro compagno a turbìne!

Ma c'è di più dietro a questo umile elettrodomestico. C'è un amore silenzioso, una dedizione senza fine nell'eliminare ogni traccia di sporcizia che osa intaccare il pavimento e le superfici di casa, violando la quiete delle nostre quattro mura sicure.
L'aspirabriciole è sempre lì, un partner silenzioso pronto a entrare in azione, senza chiedere nulla in cambio, se non un poco di elettricità ed una svuotatina di tanto in tanto.
Ma c'è un altro aspetto che rende l'aspirabriciole così speciale.
In un mondo frenetico, l'aspirabriciole ci ricorda di rallentare e di dedicare del tempo alla cura del nostro spazio vitale. È un simbolo di amore, di cura e di attenzione verso il nostro ambiente domestico. Ogni passaggio dell'aspirabriciole è un gesto d'amore, un modo per preservare la bellezza e l'armonia della nostra casa e di noi stessi.
(bella cazzata moralista)
I miei alla fine comprarono un Dyson, rendendo vittima dell’obsolescenza il mio caro amico.
Ma io, forse preda di quella che era divenuta ormai un’ossessione o un semplice capriccio dato dal mio affetto, continuai a percorrere la mia strada accompagnato dal mio amico.
La verità è che, per quanto stupido possa sembrare tutto questo anche ai miei stessi occhi che l’hanno vissuto, per una volta mi sono soffermato ad apprezzare una cosa che ho sempre dato per scontata.
L’ho sempre sottovalutata, ignorata, ripudiata, eppure dava prova della sua bellezza di fronte ai miei occhi ogni giorno.
Giunse un giorno senza pretese né preavviso e mi cacciò dalla testa, per sostituirsi, l’insistente pensiero di farmi una scorpacciata di Crystal Ball.
‘Sono a posto qui‘ di Rebecca E. Gray
Ecco le nuove uscite di Sigaretten!
Per il mese di giugno due grandissimi autori: Joe Kessler e Gary Panter.
‘Windowpane’ di Joe Kessler
Joe Kessler è una delle personalità dietro a Breakdown press e con ‘Windowpane’ racconta brevi storie intense.
Fatevi trascinare dalle sue parole e i suoi colori, ne vale la pena!
‘Comics Cartoons Cowboys Covers’
Gary Panter con ‘Comics Cartoons Cowboy cover’ fa parte della collana di Sigaretten dedicata interamente al disegno.
Il volume, in collaborazione con la Galerie Martel di Parigi, presenta le capacità dell’autore americano di combinare varie tecniche e contenuti in tavole completamente folli.
a prestissimo!!!!!!!!!!! ;) ;) ;)
TI È PIACIUTO?
Iscriviti per ricevere le prossime mail direttamente nella tua casella.
ISCRIVITI ORA














