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03 Feb 2023

I.N.P.S.

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Cosa fare dopo Qatar 2022 di Emanuele Cantoro
Molti odiano questo momento, a tal punto da non voler fissare nella loro memoria in che periodo dell’anno arrivi. Ma poi, inevitabilmente questo momento arriva.
Altri come me, sono appassionati, e probabilmente siamo noi a far odiare questo evento a tutti loro.

Sanremo.

Tentativo 1:
Ogni anno Sanremo è come i mondiali del Qatar, non va guardato, perché non c’è nessuno a rappresentarci, perché non ci rappresenta la manifestazione, e perché sotto c’è qualcosa di losco. Ogni anno io invece lo aspetto con ansia, anche se a condurlo è Baglioni, Amadeus con Fiorello, o chi altro esperto in rotturadimaroni, perché è come i mondiali del Qatar, non c’è nessuno che mi rappresenta, la manifestazione non mi rappresenta, e sotto probabilmente c’è qualcosa di losco. Cazzo fico! Non ho niente da perdere! Non posso perdermi niente!

Tentativo 2:
Provo a venderlo meglio.
Penso che Sanremo sia la grande sagra dell’Italia, e ce ne accorgiamo quando vediamo sfilare sul palco il pompiere che ha salvato il gatto della nonnina, la nonnina che ha salvato il pompiere dal gatto, ecc.ecc... Il festival è uno dei pochissimi programmi italiani che finisce in Eurovisione e alcuni paesi che magari già apprezzano almeno un po’ il brand pizza mafia e mandolino, continueranno a conoscerci meglio attraverso l’evento.
Proprio perché non ci rappresenta, è importante sapere cosa dice di noi agli altri.

Piedi per terra:
Dai, a parte gli scherzi... Sanremo alla fine lo vediamo quasi tutti, semplicemente perché l’Italia intera si ferma per una settimana, e c’è poco altro di cui parlare.
Ripeto, abiti in un paesino e non vai alla sagra... shame on you! (Se non guardi Sanremo questo è dedicato a te)

Tentativo 3:
A Sanremo ogni anno, puoi assistere al miracolo della criogenesi. Nonostante nelle ultime edizioni, a proposito di rappresentanza, abbiamo potuto vedere un panorama musicale più ampio, più spazio ai giovani e alla musica giovane, i vari Madame, Mahmood, Blanco, Tannai, ecc.ecc... non potranno mai essere abbastanza:
- giovani
- numerosi
- meritevoli
ecc.ecc...
per potersi imporre al miracolo, che con calendario e orologio svizzero si manifesta.
Ogni febbraio, nel contesto dell’Ariston, a Sanremo, qualche cantante riesce a fuggire dal freezer dove veniva conservato. Ornella Vanoni, Orietta Berti, Patty Pravo, Al Bano... loro.
Ogni febbraio una Nonna si indigna per un giovane tinto, poco vestito, stonato e sbiascicante. Ogni febbraio un nipote si rompe le palle di sentire la stessa canzone di Al Bano, nato vecchio.
I giovani vogliono guadagnarsi uno spazio per dire “esistiamo”, per raccontarsi ed essere ascoltati. I vecchi reclamano il diritto alla malinconia, alla bella canzone, che i giovani gli hanno rovinato, reclamano anche loro il diritto di dire “esistiamo”, lasciateci qualcosa di ancora nostro.
È guerra.
Giovani contro Vecchi.
Ma quest’anno per noi che viviamo nel mondo chiamato meme, scegliere da che parte stare è facile, facilissimo. Fino alla fine con la più grande boy band italiana.

Ornella Vanoni e Al Bano nel backstage di Sanremo 2023, fase di scongelamento.


Arringa sulla supremazia dei vecchi di Martino Petrella
Una volta ho conosciuto un Cugino di Campagna. Inizialmente non l'ho riconosciuto perché non era vecchio. Mi perdoni Signor Giudice, ma non mento quando confesso di non aver saputo fino a quel momento che ne esistono anche di giovani. Ero troppo ancorato alle rughe che imperano tra le capigliature e i baffoni a manubrio, alle ospitate in programmi di cadaveri, condotti da cadaveri, per un pubblico di cadaveri. Nessuno mi avrebbe potuto togliere dalla mente quell'immagine e quel ruolo di ambasciatori della decadenza e del capolinea umano. È servito uno di loro per farmi aprire gli occhi.

Grandi successi di Guido Brualdi

Mi trovavo in un noto locale underground romano nel quale era in corso una serata di jam session. Erano in tanti ad alternarsi sul palco ma noto che una presenza fissa e oserei dire istrionica era materializzata in un bellimbusto dalla lunga chioma con la faccia da bravo ragazzo, intento a suonare la tastiera per gran parte delle esibizioni.

Passa qualche ora e quel tale si avvicina al mio gruppetto di amici con fare gioviale. Finalmente apprendo la notizia bomba: questo giovinotto altro non è che il tastierista dei Cugini di Campagna. Non faccio in tempo ad elaborare la notizia che il suddetto Cugino rompe il ghiaccio raccontando di quando una volta si defecò per sbaglio nelle mutande nel bagno di un locale e, nel cercare di gettare dalla finestra il corpo del reato, sparse la fragranza per tutta l'area della stanza. La serata prende una piega totalmente inaspettata e fino a tarda notte ascoltiamo rapiti le mirabolanti storie del tastierista che sprizzano rock 'n' roll da tutti i pori. I battibecchi tra Silvano e Ivano, le luci della ribalta, le nottate rocambolesche.

Capirà, Signor Giudice, che nel corso di questa notte estiva la mia percezione del fenomeno Cugini di Campagna sia cambiata radicalmente. Il complesso che reputavo degno della più decadente casa di riposo era adesso un baluardo della Babilonia degli eccessi che i fanciulli patinati dell'odierno music business possono solo sognare. Ricordate lo scandalo che vide coinvolti i tre de Il Volo, beccati a mettere a ferro e fuoco una stanza d'albergo, con tanto di spargimento di feci? Poveri bambocci, una sbiadita imitazione dei veri trasgressori, i nostri Led Zeppelin nazionali.

Per questo ritengo di aver ragione nell'affermare che per infondere nuovo fervore nelle giovani menti bisogna seguire l'esempio del tastierista dei Cugini di Campagna. Entrare nelle cerchie dei vecchi. E grazie a loro venire travolti da una vitalità accecante e salvifica che li farà rendere conto del potere della vecchiaia.
Porto al banco questa testimonianza per dichiarare che i vecchi sono i veri pilastri che sorreggono questo paese. Tramite la televisione riescono a camuffarsi da carcasse stanche e tristi, ma in realtà nessun giovane potrà mai tenere loro testa. E nessun giovane è pronto a capirlo. Compreso io, fino a quando non ho visto la luce.

Sanremo 3049 di Marta Megli

Free WI-FI
Questa rubrica esordiva sul cartaceo di Profondissima, se non sbaglio già nel primo numero. In quelle pagine venivano riproposti messaggi ricevuti, a volte in seguito a sondaggi, a volte spontantei. Era un comunissimo Speakers' Corner, libero e senza grandi regole.
Questa volta lo abbiamo scatenato per capire davvero come stanno le cose.

“i vecchi mi fanno sempre noia o tenerezza. La Vettore ci stava, Morandi pietà e anche no... ma poi, quando pensi a queste cose e ti metti a fare Cesare 👍👎 ti sembra di fare lo sgambetto al signore col bastone che attraversa la strada.”

”I giovani? Alcuni so che sono giovani ma non ho idea di chi siano”

”Chi è Ultimo?”

”I cugini di campagna ... raga ma che devo dire? Ma io ho paurissima”

Dal momento che buona parte della discussione avuta con la community sul nostro canale telegram non risulta neanche lontanamente citabile in questa sede, è trasparso che alla sagra dell’Italia, siamo italiani. Ci piace essere contro tutto e tutti, e non abbiamo alcuna pietà per nessuna fazione, nemmeno per la nostra.
L’Ariston è l’Anfiteatro Flavio e noi tifiamo per i leoni.

”L'italianə mannarə, quel lato oscuro che non sai di avere anche tu.”

“C’ho una rapa talmente tanto atomica che sto a guarda pure il tg1. Conosci lə tuə nemicə per conoscere meglio te stessə”

10 VECCHI DA PRESERVARE
di Martino Petrella
In un mondo come il nostro, dove la velocità, l'efficienza e l'estetica sono all'ordine del giorno, lo spazio e la rilevanza dati all'anzianità sembrano essere sempre più esigui. Che fascino può avere un vecchio nella scintillante e frenetica contemporaneità? Nessuno, parrebbe guardandosi in giro. Eppure non c'è nulla di più errato. Senza la vecchiaia Hemingway avrebbe scritto "E il Mare", romanzo destinato sicuramente al più totale anonimato. Gli esempi sono molteplici. In realtà la vera risorsa sono loro.

Si fa presto a depennare i vecchi dalla lista delle risorse dell'umanità mettendoli all'ultimo posto destinato alle ultime ruote di questo carro chiamato civiltà. Mi rammarico di come proprio i giovani non si rendano conto di quanto si sbagliano. Così intenti a pavoneggiarsi credendosi i padroni dell'universo quando arrivano a malapena ad essere forse padroni di un chihuahua. La forza dei vecchi è proprio quella di agire nell'oscurità senza che nessuno si accorga che hanno fatto qualcosa. Vengono notati solo quando appaiono in televisione, in programmi che cercano di accentuare la loro docilità e mostrare a tutti il loro stato di decomposizione.

A quanto pare è più facile per tutti gli altri credere di detenere un potere, addirittura di essere coloro che permettono agli anziani di sopravvivere, mantenendoli e assicurando loro una vita dignitosa, insomma concedendo loro questo favore.
Per aprire gli occhi agli scettici e fare un po' di sana divulgazione ho redatto una selezione di 10 vecchi da scoprire e da preservare, perché i giovani la smettano di sentirsi i piloti del futuro.

  1. Massimo Boldi Al contempo padrone del Caos e signore del male. Racchiude una summa delle virtù (poche) e dei vizi (molti) degli ultimi 50 anni, rimescolata e andata a male. Ciò nonostante uno dei massimi punti di riferimento per cercare di capire come lui ha trionfato e tu no.

  2. Sandra Milo Se fossimo nell'antica Grecia lei sarebbe l'oracolo. Un pilastro di sapere e un varco verso altri mondi che solo chi è puro di cuore e nobile di spirito potrà attraversare.

  3. Pippo Franco La trama di E.T. di Steven Spielberg non è altro che la vera storia della sua venuta sulla Terra, che il Governo ha tenuto nascosta soltanto per evitare la sua incoronazione come imperatore supremo del Mondo. Comunque resta anche una persona molto umile e generosa.

  4. Vittorio Feltri Pochi lo sanno, ma la sua vera età è 267 anni. Dai più disprezzato per le sue uscite imbarazzanti e il suo giornale da quattro soldi, in passato ha preso parte ad alcuni degli eventi più significativi della Storia moderna. Ha anche inventato l'asciugacapelli e il tostapane. Da rivalutare.

  5. Fabio Bonanni Se non lo conoscete vi rivelo un segreto. L'on. Silvio Berlusconi è deceduto nel 2004, da quel momento in poi questo signore di Chieti ha preso il suo posto. Tutte le imprese di Silvio da quel momento in poi sono da attribuire a lui. Scusate se è poco.

  1. Giorgio Napolitano Non lo vedi ma c'è. Ci sono almeno otto cariche istituzionali da lui ricoperte in questo momento. È l'unico che ci potrà salvare dell'imminente attacco alieno volto a riportare a casa colui che noi chiamiamo "Pippo Franco". Da conservare e tenere da conto.

  2. Fulvio Petrella È mio nonno. Ricordate che la lista la scrivo io quindi suca.

  3. Ornella Vanoni Vera inventrice dell'Hip-Hop e dei suoi successivi sottogeneri, primo fra tutti il Gangsta Rap. Ha regalato il primo spinello a Snoop Dogg. Nel frattempo ha continuato a portare avanti pubblicamente la carriera di cantante attempata. Poliedrica e lungimirante.

  4. Fausto Delle Chiaie Semplicemente il più grande artista attualmente in vita. Tra cento anni nelle scuole si studierà solo lui.

  5. Chiunque stia leggendo questa lista quando sarà vecchio. Se invece è già vecchio allora Rita Pavone


    Sanremo Epica Preistorica di Mariagiulia Pedrotti



Giochi pericolosi di Valeria Cavallone

Ok dai basta, momento cultura:

L’aria è piena di occhi

L’aria è piena di occhi è il titolo della nuova pubblicazione di Sigaretten, e della mostra che ospiterà la galleria Squadro a Bologna. La mostra inaugura il 4 Febbraio alle 19:00 (altre info qui).
In esposizione ci saranno disegni originali di Gosia Machon.
L’artista polacca riconosciuta a livello internazionale, insieme alla redazione della casa editrice hanno raccolto nel libro immagini che sembrano provenire da tempi preumani, preistorici o da un futuro postumano. I dipinti di Gosia, sembrano raccontare dell’idea di una natura selvaggia senza enfatizzarla come “l’altro” o l'alieno. Nonostante la civilizzazione, anche noi umani portiamo dentro pulsioni e istinti naturali come patrimonio genetico. Quindi, quanto siamo diversi dagli animali? Può una pianta provare desiderio? Machon affronta queste domande avventurandosi artisticamente in regni misteriosi, incerti e ambivalenti.
All’interno della pubblicazione troviamo anche un poemetto della poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri.

Il libro sarà disponibile già dal 4 Febbraio sul sito di Sigaretten e alla galleria Squadro nel periodo della mostra.

Per ora è tutto 🌞
Buon libro, buona mostra e buon Sanremo!
Alla prossima!

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