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16 Ott 2024

La sai l'ultima?

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Torniamo dall'abisso estivo e vi diamo il benvenutx — o il bentornatx — con un annuncio importantissimo...
Abbiamo aggiunto un’altra luminosa perla alla nostra Collana TÖLT!

Dopo TÖLT rito di iniziazione, ecco la seconda uscita:

TÖLT umano - macchina - natura

[squilli di gioiose trombette di carta]

Ma partiamo dal principio, per i nuovi arrivati:

TÖLT for dummies:

"TÖLT umano - macchina - natura" for dummies:

  • un tema: umano - macchina - natura (il rapporto tra questi)

  • 4 autorx, Toio, Silvia Percolla, Adele di Tella, Michele Febbraio

  • una copertina, realizzata da Danilo Xhema.

  • uno speleologo (sceglie il tema, scrive l’editoriale, seleziona gli/le artistx e si occupa dello scambio di stimoli e riflessioni creative)

  • un editor (revisiona la storia, dà il primo sguardo esterno come primo lettore, rifinisce la narrazione a fumetti e conclude il lavoro di editing con l’artista)

Vi lasciamo la prefazione del nostro speleologo di fiducia, per farvi un'idea di cosa stiamo parlando.

Società 1

(1+1+1) o (3-2)

Prefazione di Emanuele Cantoro

Per quanto sia possibile segnare numerosi punti sulla linea del tempo per mettere in evidenza i momenti storici che li hanno visti protagonisti, il rapporto tra i tre elementi presi in considerazione è una questione senza tempo, o meglio, di un tempo immenso. La forbice che li vede coesistere e interagire è più che ampia. Potremmo analizzare il loro rapporto a partire dalla creazione della ruota o dalla prima pietra scheggiata per fare una punta di lancia. Man mano che ci avviciniamo alla contemporaneità però, le relazioni tra questi si complicano e pensare un futuro ideale diventa sempre più complesso e soggettivo. Alcuni confini si assottigliano e altri si ispessiscono, la macchina si fa sempre più umana, l’umano più macchina e il concetto di natura finisce spesso per essere sublimato nell’idea del naturale.

La società contemporanea inizia a dare segnali di una necessità di riequilibrare il rapporto umano-macchina-natura senza mai riuscire davvero ad arrivare al momento di una presa di coscienza collettiva e all’inizio della ricerca e della contrattazione per una convivenza (e non più solamente coesistenza). Non avendo ancora raggiunto questo prezioso check point, i tre elementi continuano ad interagire in maniera anarchica. Collegati e dipendenti dall’altro, sembrano ignorarsi e proseguire in una deriva situazionista.

Le visioni più diffuse prevedono la morte di uno di questi elementi: il pianeta tornerà a riempirsi di prati verdi non appena ci assenteremo; basterà andare a vivere lontano dalle città, nella case di campagna, per stare lontani dalla tecnologia, dalle tv e dagli smartphone e ritornare a una vita serena; ci basterà vivere dentro un paio di occhiali che hanno il mondo dentro. Questi discorsi escludono la convivenza e talvolta minacciano persino la coesistenza.

È interessante notare come nessuno degli artisti coinvolti abbia raccontato storie dal passato, preferendo raccontare un presente o un futuro più o meno distopico. L’altro aspetto rilevante delle storie di questo volume è come sembrano ormai confermare un cambio di ruolo della natura, o almeno il rapporto che abbiamo con essa.

La natura fa da sfondo, talvolta è fittizia o viene utilizzata a scopo egoistico per una fittizia riconnessione. La verità è che la nuova natura non la conosciamo e non la conosceremo finché continueremo a pensare che natura è l’albero, le mele e il prato. Non conosciamo il nuovo umano e nemmeno le nuove macchine. Non siamo in grado di definire i confini che separano gli elementi umano-macchina-natura.

In una contemporaneità in cui la società tende all’uno, sembra spianata la strada per raggiungere il risultato. Che sia per mezzo di un processo di fusione (coesistenza, convivenza, simbiosi, uno) o per eliminazione (conflitto, guerra, morte, tre meno due).

Toio e Silvia Percolla
Adele Di Tella e Michele Febbraio

Siamo andati quindi a importunare lx autorx, lx abbiamo invitatx in un salottino e abbiamo posto loro delle domande, curiosi di sapere altro sulle loro storie e sulle loro personali connessioni con il tema.

TOIO

Per quale motivo hai deciso di fare una storia completamente silent?

Non ero partito con l’intenzione di voler fare una storia silent, è successo e basta. Ammetto che le parole tante volte mi sono antipatiche, ma la narrazione silenziosa mi affascina da sempre. Non è stata fatta una scelta per pigrizia, non so bene cosa mi spinga veramente ad eliminare il testo o per lo meno a lavorare in un discorso di sintesi estrema. So solo che per raccontare questa storia non ci potevano essere altri modi, tutto doveva essere narrato attraverso le immagini. Si assiste ad una sorta di catena di montaggio, una complessa fabbrica che si muove e si sviluppa in un lungo percorso/processo silenzioso ed asettico. In questo contesto un testo o dei dialoghi sarebbero stati sicuramente degli elementi superflui che avrebbero distratto l’immersione del lettore nella storia. Inizialmente c’era anche un titolo scritto, ma anche in quel caso, ho deciso di eliminare le parole e lasciare solo il punto esclamativo.

Che rumore fanno i tasti che pigiano i personaggi della storia?

I tasti inizialmente avevano dei suoni, ma poi ho silenziato tutto. Vibrano un po’ al tocco però, penso un leggero “bzzz”.

SILVIA PERCOLLA

Esiste davvero il rifugio Brunek?

Sì, il rifugio Brunek esiste, anche se è la fusione di un rifugio omonimo e del rifugio Timparossa, entrambi sull’Etna. La parte del racconto ambientata nella foresta è ispirata a un episodio dell’inverno scorso. Mi piace molto andare in montagna e gettarmi in queste situazioni. Succede sempre qualcosa di allucinante.

Se avessi a disposizione più tavole, continueresti la storia?

Penso di sì, sarebbe interessante continuare la storia. Alle volte penso a TheO, come evolverebbe il suo rapporto con Brooke? E con il mondo? Dopotutto TheO è un’intelligenza artificiale, ciò significa che deve diffondersi a un certo punto, deve uscire dal contesto domestico nel quale è stata sviluppata/allevata.

ADELE DI TELLA

La testa del cane-bot TETI con la saliva tossica è un riferimento alla fabbrica degli slime di quando eravamo piccoli? Parlaci di come ti sei inventata i gadget robotici!

Bellissima domanda. In realtà ho pensato prima ai giocattolini, e poi a come inserirli all’interno delle tavole. La testa fa sicuramente riferimento a quello e ai vari cani-robot che c’erano quando eravamo piccoli e a giocattoli tipo Emiglio. Gwimpy è praticamente rubato dalla serie animata Smiling Friends, è un omaggio a questo personaggio tratto da una saga dimenticata che si chiama Gwimbly, io ho sostituito giusto una lettera… per quanto riguarda il cellulare-sigaretta, il riferimento è a quell’applicazione dove potevi simulare di star bevendo la birra o fumando una sigaretta sul cellulare.

Secondo te le pecore sognano androidi di lana?

Voglio immaginare che le pecore vivano in questo mondo stupendo dove bruchino su una collina e non abbiano idea di cosa sia un androide.

MICHELE FEBBRAIO

Se fosse possibile, notando la polisensorialità presente nel tuo racconto a fumetti, vorresti che le tue tavole fossero da grattare e annusare come nel Viaggio nel Regno della Fantasia di Geronimo Stilton?

Possiamo farlo?

Ci parli della tecnica utilizzata per la realizzazione di queste tavole?

Molte delle tavole sono basate su vecchie fotografie di famiglia o su paesaggi visti di recente. Ho cominciato disegnando le scene in digitale con un tratto molto sintetico e lineare, poi ho buttato le immagini dentro un software online che traduceva il tutto in codice ASCII.


DUE DOMANDE PER QUATTRO.

Quale sarebbe la colonna sonora della vostra storia?

Toio: Quando ho iniziato a lavorare avevo bisogno di una musica che mi accompagnasse. Mentre scrivevo/disegnavo le prime bozze e preparavo gli storyboard, un po’ anche condizionato dal tema, ho ascoltato tantissima musica elettronica. I paesaggi sonori di Max Cooper sono stati sicuramente fondamentali per creare una storia che avesse sì un ritmo costante, ma anche pause e accelerazioni repentine. Durante il processo di lavorazione ho sperimentato io stesso con un sintetizzatore e una drum machine cercando di creare appunto una colonna sonora che potesse accompagnare la mia storia. Spero in futuro di riuscire a creare dei progetti ibridi in grado di unire il fumetto con il sonoro.

Silvia: Non è una scelta semplice! Vorrei avere più cultura musicale. Mi piace molto Hagoromo di Susumu Yokota, credo che possa avere qualcosa a che fare con la vibe del racconto. Il senso di ripetizione, la cadenza, un suono naturale che però viene sovrastato da note “artificiali”, come il giardino perfettamente addomesticato dell’appartamento di Brooke.

Adele: Domanda difficile… penso a un remix fra la soundtrack di Blade Runner di Vangelis e Plantasia di Mort Garson, anche se Plantasia forse è troppo allegra per la storia… Ecco, se ci fosse una versione di Plantasia in minore, sarebbe perfetto.

Michele: By this river di Brian Eno perché in effetti lo è stata.

Fuck - Marry - Kill con Umano - Macchina - Natura

Toio: Fuck macchina - marry natura - kill umano

Silvia: Sarà un cliché probabilmente, ma forse è un sentimento comune più che altro. Marry + natura, Fuck + macchina, Kill + umano.

Adele: Direi Marry per la natura, Fuck per la macchina e Kill per l’umano

Michele: Fuck-macchina - marry-natura - kill-umano

Beh… direi che sono tuttx d’accordo.


DANILO XHEMA

La copertina “nuda” di Danilo Xhema

Profondissima ha pensato a te per la copertina, anche per via del tuo rapporto con la “macchina”. Dalla pittura tradizionale hai spostato il tuo lavoro in uno schermo. Qual è questo tuo rapporto con la “macchina”? Che possibilità ti apre, cosa toglie?

Partendo dalla pittura sono passato alla pittura. Quello che la “macchina” mi ha dato è un altro modo di vedere la pittura. Il programma diventa la tela, il vettore e il gradiente diventano le pennellate e l’olio. Il digitale mi ha permesso di ottenere vari nuovi stimoli che il tradizionale difficilmente riusciva; la RIPETIZIONE tra tutti. La possibilità, quindi, di riproporre all’infinito tutti gli elementi che man mano realizzo, la possibilità di distorsione, di giocare e sperimentare fino all’esasperazione. Quello che mi piace di più è che affronto tematiche e questioni prettamente legate al digitale, cose che nascono già di base in formato digitale e riproposte in formato digitale, pittura vettoriale parlando; collegare anche cose non digitali ovviamente, quindi il quotidiano e tutto quanto in un orgia macchinosa. Quello che mi ha tolto invece, è il sporcarmi le mani. Ogni tanto mi manca l’odore di acqua ragia.

Se fossi una macchina, che macchina saresti?

Se fossi una macchina sarei una Sigaretta Elettronicum.

E se fossi un elemento della natura?

Se fossi un elemento della natura sarei una Nicotiana Tabacum.


Per chiudere in bellezza, vi lasciamo una delle famose liste che spesso compaiono in queste pagine, sperando che le nostre parole siano state abbastanza per convincervi a leggere e guardare TÖLT e a decidere da voi quale operazione porterà all’1.

5 COSE CHE POTRAI FARE DOPO AVER COMPRATO "TÖLT UMANO-MACCHINA-NATURA" a cura di Martino Petrella

  1. Telefonare al tuo primo computer e dirgli che gli vuoi bene

  2. Capire il linguaggio dei piccioni che si posano alla tua finestra

  3. Entrare per primi negli internet cafè (se ancora esistono)

  4. Avere gli elettrodomestici che ti preparano la colazione (potrebbero non sapere le tue abitudini e cucinare qualcosa che non ti piace, ma vabbè)

  5. Comprarne un altro


Per concludere, ! di Toio, Il rifugio di Silvia Percolla, Second nature di Adele di Tella, Random Access Memory di Michele Febbraio, sono, secondo noi, storie meravigliose.

Sono tutte dentro "TÖLT umano - macchina - natura", che alcuni di voi hanno avuto la fortuna di leggere in anteprima al PRPR Fest e al Treviso Comic Book Festival!

E a tal proposito, ringraziamo chiunque abbia già letto TÖLT e ci abbia lasciato dolci parole, come Fumetto Vago, sulla cui pagina Instagram potete trovare una recensione alla nostra ultima creatura.

Per chi è lontano o non sapeva ancora della lieta novella, potete trovare "TÖLT umano - macchina - natura" in vendita online qui.

https://profondissima.bigcartel.com/

Ora vi salutiamo, che dobbiamo mettere in carica il gatto.

Ciao! 👤💽👾🌱


EXTRA

  • Artisti fichi in tema umano-macchina-natura:

  • Abbiamo vinto il Premio Piola per la migliore realtà nel mondo delle autoproduzioni al Treviso Comic Book Festival!

ANTICIPAZIONI

Dalla prossima uscita di SLP daremo il via a una nuova stagione, ricca di succose novità, tra nuovi format e super ospiti, quindi continuate a leggerci e a seguirci!

Qui di seguito un piccolo indizio sui contenuti della prossima uscita:

See you!

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