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27 Ott 2026

Promemoria

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Un pensiero che dura un istante di Mia Mauro

C’è questa bacheca di sughero sulla mia scrivania.
Sapete, no? Quelle che compri dai negozietti di casalinghi a un prezzo che pensi sia davvero troppo alto per un pezzo di cartone e sughero.
Sulla pellicola che l’avvolgeva quando l’ho comprata c’era questa foto che ne spiegava l’utilizzo: appesa a una parete - io ce l’ho sulla scrivania, appoggiata a un portapenne - e piena di foglietti con “le cose da fare”, le bollette da pagare, il biglietto da visita del tecnico della caldaia, quelle cose lì.

La foto sulla pellicola era più o meno così…

Bene, ho questa bacheca di sughero sulla mia scrivania e la uso malissimo, ci tengo le foto con le amiche e gli adesivi troppo belli per essere attaccati, tutte cose che non sono state pensate per essere messe su quelle bacheche.

I foglietti con “le cose da fare” li attacco alla lampada, o al libro che sto leggendo, o direttamente alla scrivania.
Ne uso tanti. Spesso hanno la stessa funzione di un soprammobile di cui ti ricordi solo quando devi spolverare e mettere ordine.
Pare che il 17 aprile avessi la deadline per un concorso. Vabbè. Ho perso di vista il fogliettino. Sarà per l’anno prossimo.
Sono promemoria facili da perdere. E allora ho comprato un’agenda, ciò che scriverei su un post-it lo metto nelle note a fondo pagina. Ricordo più spesso di aprire l’agenda, anche solo per segnare qualcosa di nuovo, e i foglietti autoadesivi li lascio al loro destino sulla scrivania.
Ce n’era uno, appeso da un po’, su cui c’era scritto “Sotto la Panca”, che i più attenti riconosceranno essere il nome di questa newsletter.
Effettivamente, manchiamo da un po’.

Di tutti questi promemoria ammassati - vagamente ansiogeni, la stessa vaghezza del giallino che li contraddistingue - ce n’è uno che non ho perso e non ho dimenticato. L’ho portato a termine.
Ho chiesto ad alcuni fumettistx se avessero anche loro dei promemoria più o meno ordinati, e che cosa è importante che si ricordino. In questa uscita, che accompagna il ritorno di Sotto la Panca, ne abbiamo raccolto qualcuno.

Buona lettura, amicx, bentornatx.

E ricordatevi dell’appuntamento delle 16:30, o di prendere l’Eutirox mezz’ora prima di fare colazione.


Tanti Auguri, Diana di Luke Zanna

Salve o mix prode cavalierx,
sei stato invitatx a corte per il mio compleanno in data 27 ottobre alle ore 18:30! Nella Reggia troverai di tutto: alcol, brillantini, palloncini e un buffet enorme degno della migliore casata reale. Il Castello si trova in Via Azzurro Numero 4 a Maramao in provincia di Castel Castrato (CC); raggiungibile a cavallo (macchina) e depositarlo in stalla (parcheggio gratis al cimitero, 10 minuti a piedi) oppure con la carrozza (Linea 3B dalla stazione, fermata Azzurro).
A presto, miei sudditi!
La vostra regina Diana.
Ps. Ricordatevi la torta!”


Mnemonimia di Simone Muscioni


Sta calendarizzato di Ilaria Inox


Michele & il Rubino Magico di Francesco Bomba


Vaga Memoria
una rubrica di consigli di lettura a cura di Fumetto Vago

In psicologia sperimentale, la memoria, in tutte le sue numerose sfaccettature, è da sempre una delle facoltà cognitive più studiate. In particolare, ci sono due componenti che risultano importanti nella vita di tutti i giorni: la memoria retrospettiva e quella prospettica, prese in esame nella prima puntata di questa newsletter, in cui ci è stato chiesto di riflettere sui possibili legami tra questi due sottotipi di memoria e i fumetti che abbiamo letto. E, pensandoci bene, per la riuscita di questo articolo avevamo bisogno di impiegare proprio queste due componenti: da una parte, dovevamo ripescare dalla memoria i ricordi delle letture fatte nel corso della nostra vita; dall’altra, ricordarci di portare a termine il compito entro una scadenza.

Ma cosa sarebbe successo se avessimo fallito e, ad esempio, non fossimo riusciti a ricordare fumetti pertinenti, oppure ci fossimo dimenticati di portare a termine la consegna? Da questa domanda è nata l’idea di consigliare delle letture non tanto basate sui successi, quanto proprio sui “fallimenti” della memoria (intesi come difficoltà, ostacoli e sforzi) in questi due ambiti. Andiamo insieme a scoprirne qualcuno!

Partiamo dalla memoria retrospettiva, una categoria che comprende diverse sottocomponenti e che, quindi, non riguarda soltanto il ricordare la propria vita (memoria autobiografica). Ma andiamo un passo alla volta. Esistono tantissimx autorx che attingono dai propri vissuti per scrivere fumetti, e Zerocalcare è uno degli esempi a cui sono particolarmente affezionato e che può tornarci vagamente utile in questo contesto. In Un polpo alla gola (Bao Publishing, 2012), infatti, possiamo osservare come il disperato tentativo di sotterrare e rimuovere alcuni ricordi traumatici rischi di condizionare il modo in cui le persone costruiscono la narrazione della propria biografia.

C’è chi, invece, come Élisa Marraudino, fumettista francese pubblicata in Italia da Balloon Gallucci, adotta un approccio più analitico nella serie in due volumi Stronzetta (2024 e 2025). Qui l’autrice non si sofferma tanto sulle conseguenze dei ricordi, quanto sul recupero e sull’elencazione di una serie di episodi controversi della propria infanzia. Se il passato non si può cambiare, mettere su carta tutti i momenti più tristemente memorabili può di certo aiutare a dare un significato diverso alle cose.

Abbiamo quindi visto due aspetti della memoria retrospettiva particolarmente rilevanti in questo contesto, legati alla memoria autobiografica ed episodica, ma ci sono ancora altre sottocomponenti, e i possibili disguidi che le riguardano, che vale la pena menzionare. Nella zine Come fare le cose e altre cose (2026) di Gaia Venturelli, membro del Collettivo C.RUDE, possiamo osservare un interessante intreccio tra memoria episodica e memoria procedurale, ovvero il “ricordo” di come si fanno le cose (ad esempio, come preparare il caffè o andare in bici). Attraverso il racconto delle proprie disavventure, l’autrice ci spiega “come cadere dalle scale”; o ancora, per aiutarci a fronteggiare le difficoltà quotidiane, ci offre anche pratiche istruzioni su “come fare il bidet in squat” o “pisciare in FlixBus”.

Infine, arriviamo all’ultima delle componenti fondamentali della memoria retrospettiva che vogliamo prendere in esame: quella semantica, che riguarda il ricordo di conoscenze, concetti e significati. Ma che cosa accade se, malauguratamente, una persona presenta un deficit in quest’ambito? Uno degli esempi che trovo più lampanti si trova in Topo e Papero fanno avventure di Dottor Pira, edito da Feltrinelli nel 2020, dove Papero è un personaggio totalmente ignaro perfino dei concetti più basilari della vita. Una caratteristica che lo porterà continuamente a cacciarsi in situazioni surreali, se non addirittura disastrose.

Passando invece alla memoria prospettica, ovvero la capacità di ricordarsi di compiere un’azione nel futuro, possiamo individuare diversi casi in cui rischiamo di non portare a termine un impegno. In linea generale, possiamo distinguere tra le situazioni in cui ci viene impedito di farlo da fattori esterni, come imprevisti e contrattempi, e quelle in cui, invece, siamo noi a dimenticarcene.

Al primo caso appartiene Un’ultima cosa (Diabolo Edizioni, 2025) di Criminaliza, un’uscita recente, graficamente e narrativamente molto interessante. Partendo dall’immaginario di Francesca Ghermandi, Criminaliza mette in scena la storia di ME, protagonista che vive passivamente la propria vita e a cui manca, per l’appunto, “un’ultima cosa” da fare. Tra numerosi imprevisti e contrattempi, l’autrice mette continuamente a dura prova la capacità di ME di portare a termine questo suo ultimo impegno.

Tuttavia, dimenticarsi di fare qualcosa è sicuramente una situazione più comune: ci distraiamo, iniziamo a fare altro oppure, sotto sotto, non siamo abbastanza motivati. Qualunque sia il motivo, nel caso delle neurodivergenze la memoria prospettica può essere particolarmente messa alla prova, e ce ne dà un esempio Salgaja, sempre del Collettivo C.RUDE, nella sua zine Che cos’ho di sbagliato?, pubblicata nel 2026. In questo fumetto, Salgaja condivide le difficoltà, come le continue distrazioni, che sperimenta e che riconduce a un possibile ADHD mai diagnosticato, raccontandone anche le implicazioni sul piano emotivo.

In conclusione, ricordare e dimenticare non sono soltanto questioni di memoria: possono vagamente influenzare il modo in cui ricostruiamo il nostro passato, interpretiamo il presente e affrontiamo gli impegni quotidiani. E questo tipo di fumetti ci offrono una prospettiva privilegiata per esplorare proprio queste difficoltà, anche quando si presentano sotto le forme più assurde, tragicomiche o familiari.


Capsula del tempo di Anna Cinti


Orme di Susanna Damato


Qui con me di Giovanni Cangialosi


Toc Toc di Ludovica Fantetti


Vi lasciamo con l’ascolto di Promemoria dei Quercia e con la promessa di rivederci presto su questi schermi… magari con delle novità sulle altre cose che stiamo preparando per un autunno e un inverno e poi ancora il nuovo anno, tutti pieni di fumetti.

Salutiamoci adesso
che poi
sarà tardi…

La prossima lettera

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