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08 Dic 2023

Li mortacci nostra

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Our dead relatives di Martino Petrella
Nella notte c'è ormai poco da aver paura. Le lugubri atmosfere da racconto vittoriano, la candela e la vestaglia come spada e scudo contro l'oscurità, non hanno più ragione di esistere oggi. Sarà per la dichiarata assenza di mistero o per il fatto che ora possiamo semplicemente accendere la luce.

Il "paranormale" sembra essere ormai qualcosa di sciocco, le folate di vento e i rami che scricchiolano sono soltanto folate di vento e rami che scricchiolano.

I fantasmi però sono rimasti. Che lo si voglia o no ne siamo circondati ovunque. Non sto parlando dei fantasmi metaforici dentro ognuno di noi, ma proprio degli spettri, degli ectoplasmi. Il mondo è andato avanti, Edgar Allan Poe è morto ma loro ci fanno ancora compagnia ovunque. Non possono semplicemente essere andati via tutti di colpo. Ed è fondamentale per i vivi di oggi avere coscienza dei non più vivi, di provare ad ascoltarli e, perché no, di lasciargli una volta ogni tanto un pezzo di pane e un po' d'acqua fresca.

Ci stupiremmo di quanti ce ne sono e di quante storie ci possono raccontare.

Questo dicembre per non parlare sempre del tanto blasonato Natale ricorriamo a uno sciocco espediente di matrice dickensiana per cercare di illudere il lettore di stare trattando un tema completamente diverso. Quindi eccoci intenti a presentare una disamina sul mondo dei fantasmi, senza andare a scomodare festività passate presenti o future.

LUIGI’S MANSION D’ONORE di Lorenzo La Neve

Premio nazionale per fantasmi simpatici

Contro i fantasmi c’è una vera e propria forma di razzismo. No scusate, di abilismo. No scusate, di specismo. In ogni caso, alla gente i fantasmi non piacciono. Ormai non ce ne accorgiamo più, ma nel linguaggio che usiamo verso di loro tutti i giorni c’è un’intera storia di segregazione. Abitano un posto, “lo infestano”. Salutano qualcuno, “lo spaventano”. Vanno di corpo, “spargono materia ectoplasmatica”.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, abbiamo deciso di istituire il Luigi’s Mansion D’Onore (un omaggio al celebre videogioco del 2001, che è uno dei pochi prodotti di intrattenimento a trattare i fantasmi con maggiore rispetto, nonostante i limiti storiografici che ancora vedono i fantasmi come cose da aspirare con l’aspirapolvere), un premio per i fantasmi simpatici. I vincitori di questo’anno sono:

Fantasma Fantasma: Fantasma di nome e Fantasma di cognome, in un certo qual senso le due cose si annullano, lasciandoci uno sguardo autentico alla sua essenza sotto il lenzuolo: è davvero caruccio.

Fanta-Asma: Peculiare ectoplasma che quando beve aranciata comincia ad avere gravi crisi di respirazione. Anche loro hanno problemi di salute, come noi.

FantASMR: Un fantasma che sussurra. La gente ha molta paura di lui, ma basterebbe prestargli attenzione per notare che non proferisce maledizioni, ma frasette languide sul cibo.

Fantasma del passato: Un tempo passato di verdura, questo fantasma è la prova che queste creature possono assumere forme e consistenze diverse, proprio come noi.

GhostBasta: Leader del movimento di estrema sinistra volto a eliminare completamente lo stereotipo perpetuato da GhostBusters, secondo cui i fantasmi sono creature viscide, cattive e da disinfestare. Definisce così la saga di Dan Aykroid e soci: “Quello che per la comunità afroamericana è la capanna dello Zio Tom, ma per i fantasmi”.

Casa infestata: Magione abbandonata ma senziente, nessun umano le si avvicina mai, temendo appunto le infestazioni. In realtà, al suo interno c’è una perpetua festa, piena di alcool, musica e divertimenti.

Etciùalplasma: Lussuosissimo fantasma allergico 55’ Oled, che ogni uomo vorrebbe nel suo salotto per fare bella figura con gli amici del circoletto. Se solo non fossimo così diffidenti...

Fantasmini: Unica tipologia di fantasmi che nel quotidiano accettiamo, solo perché ci fanno comodo. Ormai li associamo più a Calzedonia che al mondo ectoplasmico. È una cosa molto superficiale, soprattutto vista la facilità con cui si dissolvono nell’etere...

Krazy Silly Symphony di Luca Ralli

10 COLPI DI SCENA (O ANCHE MENO) NEL TENTATIVO DI CONTATTARE I DEFUNTI di Martino Petrella

Oggi è stata una giornata tosta. Al lavoro non passava un'ora senza che venissi mortificato in qualche modo. Clarissa come sempre si fa i cazzi suoi e le sue mancanze ricadono puntualmente sul sottoscritto. Non sa che se mi imponessi come si deve lei farebbe una finaccia e se lo meriterebbe pure.

A casa mi aspettano la consueta pila di stoviglie sul lavandino e un'inconsueta pila di monete sul pavimento. Non presto molta attenzione alla prima ma verso la seconda provo una fascinazione estrema, datami dallo stupore nel trovarmela lì, disinvolta, come fosse una cosa normale. Forse avevo disposto io le monete in quel punto preciso del pavimento per poi dimenticarlo. Forse stavo sbrigando altre faccende e per qualche motivo mi è passato di mente di rimetterle a posto. Molto improbabile, me lo sarei ricordato.

Succedono ultimamente cose di questo tipo, da quando ho cominciato a mettermi in contatto con gli spiriti. Va bene, in realtà non ho parlato con nessuno di loro ma è da qualche tempo che cresce in me l'interesse per l'aldilà. Che poi è sempre qua sia chiaro. Mia zia, che aveva perso il marito da molti anni, diceva sempre di parlare e discutere con lui a volte, ricordando i tempi in cui era vivo o commentando avvenimenti di vario genere. Io non le ho mai creduto, interpretando quei racconti come i vaneggiamenti di una povera vecchia, ma negli ultimi mesi questo ricordo è ricomparso imponendosi in modo perentorio nelle mie giornate. Ci ho pensato e ripensato e infine qualcosa è scattato in me. Sentendomi terribilmente in colpa nei confronti della mia ormai defunta antenata ho deciso che avrei provato a mettermi in contatto con lei (o con qualsiasi defunto fossi riuscito a intercettare) per riscattare la sua memoria e la sua integrità.

Metto subito in chiaro di non avere la più pallida idea di come si contatta un fantasma, né prima né adesso, quindi all'inizio sono andato a tentoni, provando tavole ouja (spero si scriva così) autoprodotte, rivolgendomi a medium e fattucchiere, riconvertendo la parabola del digitale terrestre in un tentativo di telefono interdimensionale a onde di qualche tipo. Poi ho capito che forse non servivano improbabili mezzi fantascientifici, probabilmente è una questione di energia interiore, di propensione spirituale all'apertura di un contatto con l'aldilà.

Ho dunque iniziato a passare ogni pomeriggio seduto sul pavimento del salotto a occhi chiusi. Gambe incrociate e mani appoggiate sulle cosce. Cercavo di visualizzare nel modo più nitido possibile l'immagine di mia zia ma per qualche motivo finivo sempre a generare nella mia testa la figura di Clarissa.

Perché lei? Io detesto quella donna, è la causa della mia disintegrazione mentale al lavoro. Ogni giorno finivo con la sua incursione nei miei pensieri, una visione sempre meno gradita e sempre più destabilizzante. Quando poi la incontravo in carne ed ossa al lavoro ne ero ancora più schiacciato. Quasi spaventato ormai, come se fosse una personificazione lavorativa e concreta dei miei vaneggiamenti e timori interiori.

Ma torniamo all'inizio di questa vicenda (in realtà sarebbe la fine, ma per voi che leggete è l'inizio). Le monete sul pavimento insomma.

Eravamo rimasti allo sgomento e all'incredulità dinnanzi a questo piccolo paradosso della realtà. Inizio a pensare a mille spiegazioni, mille ragionamenti logici per far tornare questo enigma ma dopo un po' opto per la mossa da fuoriclasse. Prendo le monete, le metto in una bustina che ripongo nella tasca del mio cappotto.

Il giorno seguente vado al lavoro, entro in ufficio, appoggio la mia borsa sulla scrivania e mi dirigo verso la postazione di Clarissa. Lei mi guarda con la solita espressione da Briatore e prima che possa dire qualsiasi cosa estraggo la busta di monete, la poso sulla tastiera del suo pc e le dico "penso che queste siano tue". Lei si blocca per un attimo, come un navigatore intento a ricalcolare il percorso prestabilito, mi guarda con fare ammiccante e mi risponde "penso che tu debba al più presto consultare uno psichiatra". Subito dopo abbassa lo sguardo verso il telefono, con chiare intenzioni menefreghistiche.

Probabilmente è un messaggio di mia zia. È ancora adirata con me. Devo ancora ottenere il suo perdono, il cammino è appena iniziato.

Ultras Fumetti di Emiliano Celnili
I tempi supplementari li giocano anime in pena. Anime che comunque vada, sono appese al suono del fischietto, che questo le porti alla dannazione o alla grazia.

Ultras Fumetti è una rubrica scritta da uno che ha sempre giocato sulla fascia, a cui piace crossare, dare l’occasione di fare gol, ma il calcio è un gioco meraviglioso e non sai mai come si mette la partita.
Prima di cominciare a scrivere ho pensato di parlarvi di queste pubblicazioni perché mi hanno stupito. Al loro interno ho trovato una freschezza che non mi è capitato di trovare nelle antologie contemporanee, o nei tanti altri tentativi di ripetersi di della casa editrice e di Frigidaire (come per coincidenza con l’ultima raccolta Almanacco Frigidaire 2023 - Storie di Carne e di Fantasmi).

La libertà di disegno degli artisti pubblicati è contagiosa, stimolante. Le tematiche però sono ridondanti. Il tema dell’erotico nei fumetti underground, già nel 1985 è ai tempi supplementari. Oggi ha attraversato stagioni, campionati e tornei, ma l’underground è ancora lì a giocare la stessa partita. È forse questo il fattaccio con cui i giovani lupi di adesso devono fare i conti?

Le riviste in Italia non hanno mai avuto vita facile e le più grandi, o quantomeno le più importanti hanno sempre avuto problemi con questo tipo di presenze. A dire il vero nel giro degli Ultrà dei fumetti si è sempre parlato di Linus e Frigidaire in maniera meno educata. Riviste morte che pubblicano morti, o ectoplasmi simbionti (fantasmi che tengono in vita fantasmi).

Il mese scorso Oblomov ha pubblicato Alterlinus I (2023). Ha la faccia (e la carta) delle altre pubblicazioni Oblomov. Da respiro alle storie e lascia un buon numero di pagine anche ad autori “emergenti”, rising stars, ma se per le altre pubblicazioni parliamo di ectoplasmi simbionti, in questo caso si può parlare di un processo di mummificazione del fumetto. Una rivista non più rivista impacchettata in un sarcofago di importante misura e difficilmente maneggiabile.

Le anime appese a un filo che giocano i supplementari oggi, i giovani lupi del 2023, giocano la loro partita nel mondo dell’underground, così come si faceva un tempo, e non si salvano dalle complicazioni. Pubblicazioni antologiche come Kuš! Comics per esempio, sono libere dalla dinamica simbiontica fino ad un certo punto. Per quanto giusto che i pesci piccoli si aiutino tra loro, le raccolte prodotte dai lettoni se riescono a lasciarsi a dribblare fantasmi del passato, devono fare i conti con dei nuovi. La pubblicazione internazionale somiglia un po’ troppo allo strumento che ha permesso la connessione tra autore e editore, la convivenza nella casa infestata. Il tempo per godersi una storia è minimo, e le pagine sembrano poco più grandi di un post Instagram.

Gli autori, gli editori, le riviste. Tutti aspettano il fischio finale.
Siamo morti? Siamo liberi? Siamo morti e liberi, o solo morti, condannati?

In attesa del fischio finale, chi gode è lo spettatore, il lettore.
Del bello c’è in Tempi supplementari, in Alterlinus I (2023), e nei piccoli Kuš. Del bellissimo c’è anche in questa raccolta qui.

Su @ultrasfumetti mi impegnerò di più a farvi vedere il bello di queste ed altre pubblicazioni.

The sound of love di bidet
“Secret Date” di Double Deck

Secret Date è la parodia di una famosa kowai hanashi (storia del terrore) giapponese che racconta la storia di Hasshaku Sama (la donna alta 8 piedi).
La leggenda compare nei forum giapponesi nel 2008. Narra di un ragazzo che va a trovare i nonni in un piccolo paesino e che si imbatte nel fantasma di una donna alta due metri e mezzo. Non c'è bisogno che vi dica dove andrà a parare l'autore, Double Deck.

Di hentai su Hasshaku Sama ne sono stati fatti molti, ma ciò che apprezzo di quello di Double Deck e che non ha addolcito il fantasma. Non l'ha dipinto più docile e indifeso per farlo aderire ad una narrazione più comune degli hentai. La signora fantasma resta un mostro silenzioso che accompagna verso la morte, ciononostante il giovane viene catturato dall'eccitazione della prima esperienza sessuale con una donna più grande di lui, anche in termini fisici (penso a Robert Crumb ed il suo amore per le giant women).
La sublime coesistenza della morte e dell'eccitazione rendono interessante questo doujinshi. Double Deck ha la particolarità di fare i corpi estremamente formosi e disegnati in compartimenti stagni, le parti del corpo sembrano collegate meccanicamente tra loro, indizio della sua grande passione per le donne robot, spesso protagoniste di altre sue opere.

FumettiSnob di SnoboVieri

Prima di tutto ci terrei a presentarmi (anche se sono certo di non averne alcun bisogno). Sono SnoboVieri, famosissimo e acclamato critico di fumetti, ma questo immagino lo sappiate già tutti. Appena mi è stato riferito che il tema di questo episodio sarebbe stato “fantasmi”, la mia sublime mente è corsa banalmente ad un’opera che tiene il tema già nel titolo: Diario di un fantasma del sedicente maestro francese Nicolas de Crécy, che do per scontato abbiate tutti letto.
Non a caso uso la parola sedicente, dato che anche l’opera portata in analisi ha un che di banale (ora comprendo perché la mia brillante mente sia accorsa a questo titolo), ma andiamo con ordine.

Il tratto di questo autoruccio è troppo frammentato, vibrante e confusionario, prova del fatto che non è mai certo di quello che sta disegnando (o di un Parkinson precoce, gli consiglierei una visita medica). Inoltre, si può notare una grande indecisione dell’autore, che a metà fumetto decide di cambiare stile pittorico aggiungendo un acquerello monocromatico molto pacchiano, sintomo, oltre che della sua grande titubanza riguardo la realizzazione (decida uno stile e lo segua, insomma!), della sua parva conoscenza della vastità della gamma cromatica dell’acquerello.
De Crécy impronta la storia su un “bozzetto in divenire”, rendendosi conto troppo tardi che è difficile empatizzare con questo tipo di protagonista. Decide allora di inserirsi brutalmente nella storia, per provare a catturare maggiormente l’attenzione e l’empatia del lettore, che viene però costantemente smorzata dalla pochezza di interesse della sua storia autobiografica. Il tutto manca di azione, di intrattenimento. Veniamo bombardati da voci pensiero e narrazioni fuori- campo, condite da immagini confusionarie di edifici, palazzi, e scorci delle città. E i personaggi? Dove sono i personaggi? Forse questo ci vuole far capire de Crécy: lui non li sa disegnare. Sarà per questo che il protagonista di questa storia è un Blob?

Chiudo l’analisi dando un suggerimento all’autore stesso che, a fine libro, decide di interrogarsi su cosa siano i fantasmi (era anche ora, dato che non se ne parla quasi mai per tutto il fumetto, aaah dannato egocentrismo...). I fantasmi sono fantasmi, niente di più, niente di meno. Altrimenti sarebbero stati chiamati con altri nomi. La smetta di fare l’artistoide e torni a studiare l’anatomia e la teoria dei colori!

Debbo fare una confessione: ho brutalizzato volontariamente un’opera e un autore che invece ritengo sublimi. Perché l’ho fatto allora? Prossimamente mi toccherà parlare anche di libri che ritengo sul serio orridi. Il tono sarà lo stesso, quindi a voi l’ardua sentenza di capire cosa sia vero e cosa no. SnoboVieri saluta. Sipario.

EXTRA:

IMPORTANTE!!! cosa fare appena vedi un fantasma

5 modi per allontanare i fantasmi dal tuo appartamento

come diventare un cacciatore di fantasmi

un altro articolo bello che ero stanco e allora non l’ho letto tutto

Dino Fumaretto - Problema in affitto

La Vendetta Del Fantasma Formaggino - Elio e le Storie Tese

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